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Chiacchere ,
bugie,
frappe: ma come
si chiamano?

Assumono un nome diverso
in ogni regione, talvolta anche nella stessa regione vengono chiamate in modo
diverso. Questi sono solo
alcuni dei modi in cui vengono chiamate infatti esistono anche come "cenci",
"crostoli", "rosacatarre", "zonzelle", "pampuglie", "grostoli", "sfrappole", "galani",
"lattughe", "lasagne". Ma quanti nomi per chiamare la stessa cosa? A noi non importa con quale nome vengano chiamate, l'importante è non rinunciare alla
bontà di questo biscotto.
La nostra ditta le produce ormai da decenni, assumendo
ormai una posizione rilevante nel settore.
Un po' di storia?
Le Chiacchere nascono nelle antiche cucine popolari al
tempo del Rinascimento, periodo in cui si iniziò a denominare il martedì e il
giovedì prima delle Ceneri con l'appellativo "grasso", derivante dai maestosi e
allegorici pranzi che venivano organizzati quasi ovunque per l'occasione. Si
trattava di banchetti a base di grassi in abbondanza e una
varietà di dolci, in prevalenza fritti, per appagare lo sfogo di golosità prima
delle costrizioni quaresimali. Nel calendario cattolico, invece, la celebrazione
venne successivamente inserita tra l'Epifania e la Quaresima, periodo nel quale
ci si asteneva dal consumare carne. E' probabilmente questa l'origine della
parola Carnevale, dal latino “carnem levare” ovvero "togliere la carne
dalla dieta".
E' così che nascono nelle cucine popolari, a base di ingredienti
"poveri", come farina, uova e zucchero, i dolci di carnevale chiamati dalle nostre
parti Chiacchere. Spesso si usa arricchire questo dolce con delle colate
di cioccolata.
Biscotti di Sicilia
produce ormai da anni oltre alle tradizionali Chiacchere, le Chiacchere al
cioccolato e le Chiacchere al Pistacchio che, come dice il nome stesso,
sono al gusto
di pistacchio.
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